Vai al contenuto

−20% su tutti i corsi con il codice

I pack hanno già il loro prezzo

Assistenza: [email protected]

Futures e quant

Opzioni sui Micro E-mini futures: margini ridotti e piccoli conti

Le opzioni sui Micro E-mini futures valgono un decimo di quelle sull’E-mini: cosa cambia per margini, costi e dimensione della posizione, con un esempio di copertura in numeri.

Aggiornato
Lettura
9 min

In breve

Le opzioni sui Micro E-mini hanno come sottostante un future micro: sull’S&P 500 ogni punto vale 5 dollari invece dei 50 dell’E-mini. Premi, guadagni, perdite e margini scalano di dieci volte; commissioni e spread denaro-lettera no. Il vantaggio vero per un conto piccolo è la dosabilità: coperture proporzionate e rischio per operazione sotto controllo. La leva resta quella di un future e il margine non coincide con la perdita massima.

Indice · 8 sezioni
  1. Un decimo dell’E-mini: cosa scala e cosa no
  2. Cosa si compra con un’opzione sul future micro
  3. Esempio: coprire 32.000 dollari di ETF con una put sul micro
  4. Margini: il numero che decide quanto regge un conto piccolo
  5. Il conto è piccolo, la leva no
  6. Dove il micro costa più di quanto sembri
  7. Pro e contro delle opzioni sui Micro E-mini
  8. Dove approfondire: tre corsi del catalogo

Le opzioni sui Micro E-mini futures hanno come sottostante un future micro su indice azionario, per esempio il Micro E-mini S&P 500, che vale un decimo dell’E-mini standard: 5 dollari per punto invece di 50. Si comportano come le opzioni sull’E-mini, ma premi, guadagni, perdite e margini sono dieci volte più piccoli. Per un conto piccolo il vantaggio è poter dosare la posizione; la leva però resta quella di un future, e i costi non si riducono nella stessa misura.

Un decimo dell’E-mini: cosa scala e cosa no

I micro futures del CME replicano i principali indici americani con contratti ridotti. Il Micro E-mini S&P 500 vale 5 dollari per punto contro i 50 dell’E-mini; il Micro E-mini Nasdaq-100 ne vale 2 contro 20. Le opzioni scritte su questi future ereditano lo stesso moltiplicatore: un’opzione quotata 40 punti costa 200 dollari sul micro dell’S&P 500 e 2.000 sull’E-mini. Strike, logica di prezzo e greche sono identici. Cambia la taglia.

La tabella mette a confronto i due contratti sull’S&P 500 con l’indice a un livello ipotetico di 6.400 punti.

VoceE-mini S&P 500Micro E-mini S&P 500
Valore di un punto50 $5 $
Controvalore del future a 6.400 punti320.000 $32.000 $
Effetto di un movimento dell’1% (64 punti)3.200 $320 $
Opzione quotata 40 punti2.000 $200 $
Margine per vendere opzioniDeciso da borsa e broker, variabileStessa logica, in proporzione circa un decimo
CommissioniPer contrattoPiù basse per contratto, più alte rispetto al controvalore
Liquidità delle opzioniMolto ampiaBuona vicino al prezzo, più sottile sugli strike lontani

Tutto ciò che si misura in punti scala di dieci volte. I costi fissi no. Chi replica un E-mini con dieci micro paga dieci commissioni e dieci volte le tariffe di borsa, e sugli strike meno trattati lo spread denaro-lettera, cioè la distanza fra il prezzo a cui si compra e quello a cui si vende, può essere più largo in punti. Per un conto grande il micro serve a rifinire la dimensione. Per un conto piccolo è spesso l’unico modo di usare le opzioni su questo mercato.

Cosa si compra con un’opzione sul future micro

Una call dà il diritto di comprare un future micro al prezzo di esercizio, lo strike, entro la scadenza; una put dà il diritto di venderlo. Chi compra paga il premio e non può perdere più di quello. Chi vende incassa il premio e si prende l’obbligo opposto, con un rischio che, quando il mercato va contro, somiglia a quello del future stesso.

L’esercizio, in genere, non consegna denaro ma una posizione sul future micro. Una put comprata e lasciata in the money fino alla fine può trasformarsi in un future venduto, con il margine che ne consegue. Per questo molti chiudono le opzioni prima della scadenza invece di lasciarle esercitare. Le serie disponibili vanno dalle trimestrali alle settimanali, e stile di esercizio, orari e modalità di regolamento vanno controllati nelle specifiche di ciascuna prima di operare.

Con le opzioni si costruisce anche il future sintetico. Una call comprata e una put venduta sullo stesso strike e sulla stessa scadenza si muovono quasi come un future comprato. Da qui nascono molte tecniche di correzione: chi è long sul future e vede il mercato girare può comprare una put, e la coppia future più put si comporta come una call, con la perdita bloccata sotto lo strike.

Esempio: coprire 32.000 dollari di ETF con una put sul micro

Esempio costruito a mano, con prezzi ipotetici e arrotondati. Un investitore ha 32.000 dollari in un ETF che replica l’S&P 500 e teme un ribasso nei prossimi mesi. Per semplicità supponiamo che ETF e future si muovano insieme punto per punto, trascurando dividendi, differenza fra future e indice e, per chi ragiona in euro, il cambio. Il future micro quota 6.400 punti. Un contratto vale 32.000 dollari: esattamente la cifra del portafoglio.

L’investitore compra una put con strike 6.000, a circa tre mesi, pagando 70 punti, cioè 350 dollari, poco più dell’1% del capitale. Fra 6.400 e 6.000 il portafoglio resta scoperto: sono 400 punti, 2.000 dollari. Sotto 6.000 ogni punto perso dall’ETF viene recuperato dalla put.

Indice a scadenzaPortafoglio ETFValore della put 6.000Costo della putRisultato netto
7.000+3.000 $0−350 $+2.650 $
6.40000−350 $−350 $
6.000−2.000 $0−350 $−2.350 $
5.440 (−15%)−4.800 $+2.800 $−350 $−2.350 $
4.800 (−25%)−8.000 $+6.000 $−350 $−2.350 $

La perdita massima si ferma a 2.350 dollari, circa il 7,3% del portafoglio, per quanto profondo sia il ribasso. Se il mercato sale o resta fermo, i 350 dollari del premio sono persi. Funziona come un’assicurazione con franchigia: la franchigia è la distanza fra prezzo e strike, il premio è il costo della polizza. Uno strike più vicino, per esempio 6.200, avrebbe ridotto la parte scoperta a 1.000 dollari, ma sarebbe costato di più.

Con l’E-mini la stessa idea non si può dosare. Una sola put copre 320.000 dollari di controvalore, dieci volte il portafoglio, e allo stesso prezzo di 70 punti costa 3.500 dollari, quasi l’11% del capitale. Sotto lo strike guadagnerebbe dieci volte quanto perde l’ETF. Non più una copertura: una scommessa ribassista. Anche il micro ha i suoi gradini, comunque. Con 50.000 dollari di ETF un contratto ne copre circa il 64% e due il 128%, e bisogna scegliere fra una protezione parziale e una un po’ eccessiva.

Margini: il numero che decide quanto regge un conto piccolo

Chi compra un’opzione paga il premio e il discorso finisce lì. Chi la vende deve lasciare un margine, una garanzia che la borsa calcola simulando scenari di prezzo e di volatilità (il sistema storico del CME si chiama SPAN) e che il broker spesso aumenta per conto proprio. Sul micro il margine è in proporzione circa un decimo di quello dell’E-mini, perché il rischio è un decimo.

Il margine però non è la perdita massima. Una put venduta sul micro con strike 6.000 ha un rischio teorico fino a 30.000 dollari meno il premio, nel caso limite dell’indice a zero. Senza arrivare a tanto, un ribasso ampio e rapido basta a trasformare un margine modesto in una perdita molte volte più grande. E i margini non stanno fermi: salgono quando sale la volatilità, cioè proprio quando le posizioni vendute soffrono. Un conto che usa quasi tutto il margine disponibile rischia la chiusura forzata nel momento peggiore.

Le strutture a rischio definito cambiano il quadro. Con uno spread, per esempio una put venduta e una più lontana comprata, la perdita massima è nota in anticipo e il margine richiesto di solito le si avvicina. Per questo sui conti piccoli le strategie in opzioni sul micro tendono a essere spread, condor o combinazioni con ali acquistate, più che vendite scoperte. Uno dei corsi citati più avanti prende il nome proprio da una cifra di margine: secondo la presentazione, 1.000 dollari sono il massimo che il broker chiederà per una sua strategia completa sul micro, modifiche comprese.

Il conto è piccolo, la leva no

Margini bassi invitano a moltiplicare i contratti. Tre put vendute sul micro con l’indice a 6.400 corrispondono a 96.000 dollari di controvalore; su un conto da 15.000 è un’esposizione potenziale di oltre sei volte il capitale, invisibile finché il mercato è calmo. Il problema non è il singolo contratto. È la somma.

Una regola diffusa fissa un tetto al rischio di ogni operazione, spesso fra l’1 e il 2% del capitale. Su 15.000 dollari fanno 150-300 dollari. Uno spread di put largo 20 punti sul micro rischia al massimo 100 dollari meno il credito incassato e sta dentro il limite; lo stesso spread sull’E-mini arriva a 1.000 e lo sfonda. L’utilità vera del micro, per chi ha poco capitale, sta qui: rende applicabile una regola di gestione del rischio che con i contratti grandi non si potrebbe rispettare.

Dove il micro costa più di quanto sembri

  • Commissioni e tariffe per contratto. Più basse in assoluto, pesano di più rispetto al premio. Su un’opzione da pochi punti, apertura e chiusura possono mangiarne una fetta visibile.
  • Spread denaro-lettera. Contenuto sulle scadenze e sugli strike più trattati, si allarga lontano dal prezzo. Chi entra ed esce a mercato lo paga ogni volta.
  • Aggiustamenti frequenti. Le strategie che si correggono spesso moltiplicano i costi, e dieci micro al posto di un E-mini significano dieci commissioni a ogni modifica.
  • Esercizio non voluto. Un’opzione dimenticata in the money può aprire una posizione sul future con un margine che il conto non regge.

Pro e contro delle opzioni sui Micro E-mini

ProContro
✔ Taglia ridotta: coperture e posizioni dosabili anche su conti piccoli✘ La leva resta quella del future: pochi contratti valgono decine di migliaia di dollari
✔ Stessa logica e stesse greche delle opzioni sull’E-mini✘ Commissioni e tariffe più pesanti in rapporto al controvalore
✔ Margini in proporzione più bassi, adatti a strutture a rischio definito✘ Margini variabili, che salgono proprio nelle fasi di stress
✔ Permettono di rispettare un tetto di rischio per operazione✘ Liquidità più sottile sugli strike lontani dal prezzo
✔ Si combinano con il future per correggere o coprire una posizione✘ L’esercizio lascia in genere una posizione sul future da gestire

Dove approfondire: tre corsi del catalogo

1000 Dollari Strategia Vincente sul MicroSP500 – PlayOptions è l’unico dei tre costruito espressamente sul micro. Propone una strategia mensile studiata per l’S&P 500, che secondo l’autore non si può applicare ad altri indici, e spiega perché lavorare sul micro, pur restando replicabile sull’E-mini a 50 dollari per punto. Il programma tocca la valutazione dei prezzi del market maker, la probabilità di profitto durante la vita della strategia e a scadenza, i piani B, le modifiche quando cambia il trend, cosa fare dopo un gap o una forte escursione improvvisa, con le immagini delle modifiche per replicarle. La presentazione parla di oltre il 70% di probabilità e di 7 strategie su 10 in guadagno: sono affermazioni dell’autore, non risultati verificati. Adatto a chi ha un conto piccolo e cerca un metodo già definito sul micro dell’S&P 500.

Future Corretto alle Opzioni – PlayOptions parte dal problema del day trader che entra sul future e vede il mercato andare dall’altra parte. Insegna a correggere la posizione con le opzioni: il setup di ingresso, quando e come correggere una posizione long o short, il future sintetico costruito senza usare il future, il rolling della posizione e il recupero di vecchie posizioni in portafoglio. Il testo non lega la tecnica a un contratto specifico. Fa per chi opera già sui futures e vuole usare le opzioni come strumento di riparazione.

Opzioni+Futures: Short Strangle con Difesa Meccanica – Luca Giusti (QTLab) riguarda la vendita sistematica di opzioni, ogni settimana, con il rischio controllato sul future sottostante grazie a protocolli meccanici. Comprende la registrazione del corso, e-book, slide, le strategie con i settaggi su 7 mercati futures, tre mesi di accesso alle operazioni del servizio Segnali, i webinar «Dopo Corso» e i tutorial per inserire gli ordini su Interactive Brokers, Stage 5 e TradeStation. È pensato per chi vuole vendere premio seguendo regole di difesa già scritte.

Un’avvertenza, prima del primo contratto. Il trading su futures e opzioni può far perdere capitale, e nella vendita di opzioni la perdita può superare di molto il margine versato. Nessuna strategia garantisce rendimenti: la taglia micro riduce la cifra in gioco per contratto, non il rischio della strategia.

Le guide di questa sezione spiegano strumenti e strategie a scopo informativo. Non sono consulenza finanziaria: il trading comporta il rischio di perdere in parte o del tutto il capitale investito.

Domande frequenti

Quanto vale un punto sulle opzioni del Micro E-mini S&P 500?

Ogni punto di premio vale 5 dollari, un decimo dei 50 dollari dell’E-mini S&P 500. Un’opzione quotata 40 punti costa 200 dollari sul micro e 2.000 sull’E-mini. Sul Micro E-mini Nasdaq-100 il punto vale 2 dollari, contro i 20 del contratto standard.

Quanto margine serve per vendere opzioni sul Micro E-mini?

Non esiste una cifra fissa: il margine lo calcola la borsa sugli scenari di rischio e il broker può aumentarlo. In proporzione è circa un decimo di quello dell’E-mini, ma cambia con la volatilità e con la struttura della posizione. Gli spread a rischio definito richiedono in genere un margine vicino alla perdita massima, le vendite scoperte molto di più nelle fasi di stress.

Meglio dieci opzioni sul micro o una sull’E-mini?

Come esposizione si equivalgono, come costi no: dieci contratti micro pagano dieci commissioni e dieci tariffe di borsa. L’E-mini ha anche opzioni più liquide sugli strike lontani. Il micro conviene quando serve una dimensione intermedia o quando il conto non regge il contratto grande.

Si può fare trading di opzioni sui micro con un conto piccolo?

Sì, soprattutto comprando opzioni o usando strutture a rischio definito come gli spread. La vendita scoperta resta possibile, ma il margine non coincide con la perdita potenziale, che può essere molto più alta. Conviene fissare prima un tetto di rischio per operazione e verificare che ogni posizione lo rispetti.

Cosa succede alla scadenza di un’opzione sul Micro E-mini?

Se l’opzione è in the money e viene esercitata, in genere lascia nel conto una posizione sul future micro sottostante, con il relativo margine. Se è fuori dal denaro scade senza valore. Le modalità variano fra le serie, per cui molti trader chiudono o rollano le opzioni prima della scadenza per evitare posizioni indesiderate.

Newsletter

Le nuove guide, per email

Ti scriviamo quando esce una guida nuova o entrano in catalogo corsi che vale la pena segnalare. Ogni email ha il link per cancellarti.

Controlla la posta: ti abbiamo mandato il link per confermare l'iscrizione.

Tutte le guide