Covered call: come funziona la vendita di call coperte, pro e contro
Cosa si incassa e cosa si cede vendendo una call sulle proprie azioni: un esempio completo in dollari, la scelta dello strike, il roll prima della scadenza e i rischi che il premio non copre.
In breve
La covered call vende una call su azioni che si possiedono già: si incassa un premio in cambio dell’impegno a cedere le azioni allo strike. Il premio abbassa un po’ il prezzo di carico, ma il guadagno si ferma allo strike e il rischio di ribasso resta quasi tutto. A scadenza il profilo è lo stesso di una put venduta con strike e scadenza uguali. Strike, scadenza, roll e date dei dividendi decidono il risultato più della singola operazione.
Indice · 8 sezioni
- Cosa si incassa e cosa si cede
- 100 azioni a 48 dollari e una call 50 venduta a 1,10
- Il rischio vero sta sotto lo strike, non sopra
- Quale strike vendere: tre scelte sullo stesso titolo
- Una settimana prima della scadenza, titolo a 52: assegnazione o roll?
- Dividendi e assegnazione anticipata
- Pro e contro della covered call
- Dove approfondire: due corsi del catalogo
La covered call è la vendita di un’opzione call su azioni che si possiedono già: in genere una call per ogni 100 azioni. Chi la vende incassa subito il premio e si impegna a cedere le azioni al prezzo di esercizio, lo strike, se alla scadenza il titolo è sopra quel livello. Il risultato è un piccolo reddito in più se il titolo resta fermo o sale poco, un rialzo tagliato oltre lo strike e un ribasso ammortizzato solo di quanto vale il premio.
Cosa si incassa e cosa si cede
Chi compra la call paga per avere un diritto: acquistare le azioni allo strike entro la scadenza. Chi la vende, il sottoscrittore, riceve il premio e si prende l’obbligo speculare. Si dice «coperta» perché le azioni necessarie a consegnare sono già in portafoglio. Senza le azioni la stessa vendita sarebbe una call scoperta, con perdita teorica illimitata se il titolo salisse molto.
Lo scambio, in fondo, è semplice. Si rinuncia alla parte di rialzo che sta sopra lo strike e in cambio si riceve denaro oggi, sicuro, qualunque cosa faccia il titolo. Se il mercato resta calmo lo scambio è favorevole. Se il titolo esplode al rialzo si è venduto quel rialzo a un prezzo basso. Se crolla, il premio consola poco.
100 azioni a 48 dollari e una call 50 venduta a 1,10
Esempio costruito a mano, con prezzi ipotetici e arrotondati. Un investitore ha 100 azioni di una società americana comprate a 48 dollari, 4.800 dollari in tutto. Vende una call strike 50 con scadenza fra 35 giorni e incassa 1,10 dollari per azione, cioè 110 dollari per il contratto.
- Break-even a scadenza: 48 − 1,10 = 46,90
- Guadagno massimo: (50 − 48) + 1,10 = 3,10 per azione, 310 dollari, circa il 6,5% del capitale
- Risultato con il titolo fermo a 48: i 110 dollari del premio, circa il 2,3% in cinque settimane
| Prezzo a scadenza | Solo azioni | Azioni + call 50 venduta | Differenza |
|---|---|---|---|
| 40 | −800 $ | −690 $ | +110 $ |
| 44 | −400 $ | −290 $ | +110 $ |
| 46,90 | −110 $ | 0 | +110 $ |
| 48 | 0 | +110 $ | +110 $ |
| 50 | +200 $ | +310 $ | +110 $ |
| 52 | +400 $ | +310 $ | −90 $ |
| 56 | +800 $ | +310 $ | −490 $ |
La colonna di destra dice quasi tutto. Fino a 51,10 la covered call batte il semplice possesso delle azioni di 110 dollari o di una cifra che si assottiglia. Sopra quel livello comincia a perdere terreno, e a 56 ha lasciato sul tavolo 490 dollari. Non è una perdita in conto: è un guadagno mancato, quello che i trader chiamano costo opportunità. Sul lato basso, un calo del 17% fino a 40 dollari costa comunque 690 dollari.
Il rischio vero sta sotto lo strike, non sopra
Molti la presentano come una strategia prudente. Lo è meno di quanto sembri. Le azioni restano in portafoglio con tutto il loro rischio, e il premio di un mese copre qualche punto percentuale di discesa, non di più.
C’è un modo utile per vederla. Per la parità put-call, a scadenza una covered call ha lo stesso profilo di una put venduta con lo stesso strike e la stessa scadenza, al netto di interessi e dividendi. Chi vende call coperte, in pratica, si espone al ribasso quanto chi vende put e incassa un premio paragonabile. Cambia la forma, non la sostanza del rischio.
Le greche lo confermano. Il delta, che misura quanto si muove la posizione per ogni dollaro del titolo, parte da 1 per azione e scende di quanto vale il delta della call venduta: con una call 50 dal delta intorno a 0,35, la posizione si comporta come circa 65 azioni invece di 100. Il theta è positivo, perché ogni giorno la call venduta perde un po’ di valore. Il vega è negativo: se la volatilità implicita sale, la call si apprezza e riacquistarla costa di più.
Chi vuole limitare il ribasso può comprare anche una put sotto il prezzo, pagandola in tutto o in parte con il premio della call. La struttura prende il nome di collar: rischio definito su entrambi i lati, in cambio di un reddito netto più basso o nullo.
Quale strike vendere: tre scelte sullo stesso titolo
Con le azioni a 48 e la stessa scadenza a 35 giorni, i premi ipotetici di tre call diverse potrebbero essere questi.
| Strike venduto | Premio | Cuscinetto sul ribasso | Guadagno massimo se assegnato | Delta indicativo |
|---|---|---|---|---|
| 48 (at the money) | 1,90 | 4,0% | 190 $ (4,0%) | circa 0,52 |
| 50 | 1,10 | 2,3% | 310 $ (6,5%) | circa 0,35 |
| 52 | 0,55 | 1,1% | 455 $ (9,5%) | circa 0,20 |
Lo strike vicino al prezzo incassa di più e protegge di più, ma lascia pochissimo rialzo e ha buone probabilità di essere esercitato. Lo strike lontano fa il contrario: poco premio, tanto spazio al rialzo, azioni che di solito restano in portafoglio. Il delta della call si usa spesso come stima grezza della probabilità che finisca in the money, cioè sopra lo strike.
Per la scadenza il ragionamento è simile. Le scadenze brevi, da qualche settimana, sfruttano il decadimento temporale che accelera verso la fine, ma costringono a rinnovare spesso la posizione, con commissioni e spread a ogni giro. Quelle lunghe incassano di più in valore assoluto e meno per ogni giorno, e legano le azioni allo strike per mesi.
Una settimana prima della scadenza, titolo a 52: assegnazione o roll?
Riprendiamo l’esempio. Mancano sette giorni, il titolo è salito a 52 e la call 50 vale circa 2,20: 2 dollari di valore intrinseco e 0,20 di tempo residuo. Le strade sono tre. Si possono lasciar assegnare le azioni, oppure fare un roll: riacquistare la call venduta e venderne un’altra su una scadenza successiva, qui cinque settimane più in là, con lo stesso strike o con uno più alto.
| Scelta | Operazioni | Cassa del roll | Nuovo tetto | Risultato massimo complessivo | Nuovo break-even |
|---|---|---|---|---|---|
| Lasciar assegnare | Nessuna, azioni cedute a 50 | — | 50 | +310 $ in 35 giorni | — |
| Roll allo stesso strike | Riacquisto call 50 a 2,20, vendita call 50 successiva a 3,05 | +85 $ | 50 | +395 $ in 63 giorni | 46,05 |
| Roll più in alto | Riacquisto call 50 a 2,20, vendita call 53 successiva a 1,50 | −70 $ | 53 | +540 $ in 63 giorni | 47,60 |
I conti per azione. Nel roll allo stesso strike i premi netti diventano 1,10 − 2,20 + 3,05 = 1,95: il massimo è 2 + 1,95 = 3,95 e il break-even scende a 48 − 1,95 = 46,05. Nel roll più in alto i premi netti sono 1,10 − 2,20 + 1,50 = 0,40: il massimo sale a 5 + 0,40 = 5,40, ma il break-even risale a 47,60 perché il cuscinetto si è quasi consumato.
Nessuna delle tre è sbagliata in sé. Il roll compra tempo e altro rialzo, e intanto tiene il capitale impegnato più a lungo, con tutto il rischio di ribasso che le azioni si portano dietro. Un roll ripetuto soltanto per non consegnare le azioni, pagando debiti a ogni giro, trasforma una strategia di reddito in un inseguimento del prezzo.
Dividendi e assegnazione anticipata
Le opzioni sulle azioni americane sono in genere di stile americano: chi ha comprato la call può esercitarla in qualsiasi momento prima della scadenza, e la consegna è fisica. Succede di rado quando la call ha ancora molto valore temporale, perché esercitarla vorrebbe dire rinunciarvi. Il momento a rischio è la vigilia dello stacco di un dividendo. Se la call è in the money e il suo valore temporale residuo è inferiore al dividendo in arrivo, al compratore può convenire esercitare per incassare lui la cedola.
Per chi vende la call questo ha due conseguenze. Il dividendo spetta a chi ha le azioni in portafoglio quando avviene lo stacco, e con un’assegnazione il giorno prima lo si perde. E il calendario dei dividendi entra nella scelta della scadenza: una call in the money a cavallo dello stacco è esposta, una che scade prima o è ben fuori dal denaro molto meno.
Una regola pratica diffusa: prima di vendere la call, controllare la data dello stacco e quella della prossima trimestrale. La prima porta assegnazioni inattese, la seconda salti di prezzo che il premio non copre.
Pro e contro della covered call
| Pro | Contro |
|---|---|
| ✔ Incasso immediato su azioni che si terrebbero comunque | ✘ Rialzo tagliato allo strike: nei mercati forti il costo opportunità è alto |
| ✔ Abbassa il prezzo di carico di un premio a ogni ciclo | ✘ Il ribasso resta quasi tutto: il premio copre pochi punti percentuali |
| ✔ Il tempo lavora a favore: theta positivo | ✘ Servono 100 azioni per contratto, quindi capitale consistente per titolo |
| ✔ Meccanica semplice, senza margine aggiuntivo oltre alle azioni | ✘ Assegnazione anticipata possibile, soprattutto prima dei dividendi |
| ✔ Si può rinnovare ogni mese e combinare con una put per un collar | ✘ Commissioni, spread e roll ripetuti erodono il premio |
Dove approfondire: due corsi del catalogo
Covered Call Writing d’Autore – PlayOptions è interamente dedicato alla vendita di call coperte. Gli autori la presentano con una procedura che definiscono innovativa, capace secondo loro di offrire una rendita mensile costante solo se costruita nel modo giusto: con un terzo strumento derivato che si aggiunge ad azioni e call e che deve entrare in gioco nel momento preciso. Il programma tratta quando acquistare il sottostante e quale, quando e su quale scadenza vendere le call, gli indicatori per decidere, quale greca osservare per effettuare la trasformazione della posizione, come tenere sotto controllo il movimento del sottostante e il timing della correzione. È per chi usa già la covered call e vuole un metodo di gestione più strutturato.
Azioni e Opzioni – Sunny Money è più ampio: spiega i concetti di base dell’operatività in azioni e opzioni americane, quelle con consegna fisica del sottostante, ed è pensato per chi investe in azioni anche su orizzonti medi e lunghi e vuole usare le opzioni in attacco e in difesa del portafoglio. Tocca l’uso delle opzioni per ridurre il rischio e per aumentare la leva impiegando meno denaro, come uscire da una posizione incastrata in perdita, le strategie per il lungo periodo e l’effetto dei dividendi sull’operatività. Non è un corso sulla sola covered call, ma tratta i temi su cui la strategia si appoggia: opzioni con consegna fisica e dividendi.
Un’ultima avvertenza. La covered call riduce la volatilità del risultato ma non il rischio del titolo sottostante: se le azioni crollano, il premio incassato non basta. Il trading in opzioni può far perdere capitale e nessuna strategia garantisce un reddito costante.
Le guide di questa sezione spiegano strumenti e strategie a scopo informativo. Non sono consulenza finanziaria: il trading comporta il rischio di perdere in parte o del tutto il capitale investito.
Domande frequenti
Cosa succede se le azioni vengono assegnate?
Le azioni vengono vendute allo strike della call e il premio resta a chi l’ha venduta. Il risultato è il guadagno massimo previsto: differenza fra strike e prezzo di carico più il premio. Da lì si può ricomprare il titolo e ripartire, oppure vendere una put per rientrare a un prezzo più basso.
La covered call protegge dai ribassi?
Solo in piccola parte. Il premio abbassa il break-even di quanto vale, spesso un paio di punti percentuali su una scadenza mensile, e sotto quel livello la posizione perde quasi come le sole azioni. Per una protezione vera serve comprare una put, per esempio con un collar.
Quanto rende una covered call?
Dipende dal premio rispetto al prezzo del titolo, e il premio dipende da volatilità implicita, distanza dello strike e scadenza. Nell’esempio dell’articolo una call mensile rende circa il 2,3% se il titolo resta fermo, ma si tratta di prezzi ipotetici. Nessun rendimento è garantito, perché un calo delle azioni può cancellare molti premi.
Chi incassa il dividendo in una covered call?
Il dividendo spetta a chi ha le azioni in portafoglio quando avviene lo stacco, quindi a chi ha venduto la call finché non viene assegnato. Se la call è in the money e il suo valore temporale è inferiore al dividendo, il compratore può esercitarla prima dello stacco e il venditore perde la cedola.
Meglio una covered call o una put venduta?
A parità di strike e scadenza hanno lo stesso profilo di rischio a scadenza. La covered call parte dalle azioni già in portafoglio e incassa i dividendi; la put venduta impegna margine invece di capitale pieno e porta ad acquistare le azioni solo se assegnata. La scelta dipende da cosa si ha già in portafoglio e da come si preferisce gestire il capitale.
Si può fare una covered call su un ETF?
Sì, se sull’ETF sono quotate opzioni con consegna fisica: la meccanica è la stessa delle azioni, una call per ogni 100 quote nel caso delle opzioni americane standard. Premi e rischi dipendono dalla volatilità del fondo, di solito più bassa di quella del singolo titolo.
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