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Opzioni

Gamma exposure (GEX) e open interest: cosa dicono le opzioni

Open interest e gamma exposure spiegati dall’inizio: come si calcola il GEX, perché un’ipotesi sui market maker ne decide il segno e come usarlo come contesto.

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9 min

In breve

L’open interest conta i contratti di opzioni ancora aperti su ogni strike, ma non dice chi è lungo e chi è corto. Il GEX stima quanto sottostante i market maker dovrebbero comprare o vendere per coprirsi a ogni movimento del prezzo. GEX positivo: coperture che smorzano i movimenti. GEX negativo: coperture che li amplificano. Riguarda l’ampiezza, non la direzione. Il segno dipende da un’ipotesi sul lato dei dealer che i dati pubblici non permettono di verificare. Va usato come contesto e verificato sulla propria strategia, non come segnale di ingresso.

Indice · 10 sezioni
  1. Open interest: quanti contratti sono aperti, non chi li tiene
  2. Dal gamma di un’opzione al gamma di un mercato
  3. Il calcolo su quattro strike inventati
  4. Basta cambiare un’ipotesi e il segno si ribalta
  5. Zero gamma, call wall e put wall: i livelli del GEX
  6. Cosa il GEX non vede
  7. Le altre letture dell’open interest
  8. Usarlo come contesto, e poi verificarlo
  9. Gamma exposure (GEX) e open interest: pro e contro
  10. Dove approfondire: due corsi PlayOptions con due sguardi diversi

Il GEX (gamma exposure) è una stima di quanto sottostante i market maker dovrebbero comprare o vendere per restare coperti quando il prezzo si muove, ricavata dall’open interest, il numero di contratti di opzioni ancora aperti su ogni strike. Quando la stima è positiva le coperture tendono a frenare i movimenti; quando è negativa, ad amplificarli. Il calcolo poggia però su un’ipotesi che nessuno può verificare, cioè chi abbia comprato e chi venduto quelle opzioni, e per questo va letto come contesto, non come previsione.

Open interest: quanti contratti sono aperti, non chi li tiene

L’open interest di un’opzione è il numero di contratti aperti e non ancora chiusi, esercitati o scaduti, su un certo strike e una certa scadenza. Ogni contratto ha un compratore e un venditore, e conta una volta sola. Il dato cambia solo quando cambia il numero di posizioni esistenti:

  • un compratore e un venditore aprono entrambi una posizione nuova: l’open interest sale;
  • chi era lungo vende a chi era corto e vuole chiudere: scende;
  • chi era lungo vende a un nuovo compratore: la posizione passa di mano e il dato non si muove.

Il volume è un’altra cosa. Conta tutti gli scambi della giornata, anche quelli aperti e chiusi nella stessa seduta, e un’opzione può avere volumi enormi con open interest fermo. L’open interest viene pubblicato una volta al giorno, con i dati della seduta precedente: durante la giornata qualunque valore «aggiornato» è una stima.

Soprattutto, il dato non dice chi è lungo e chi è corto. Quarantamila put aperte sullo stesso strike possono essere fondi che si proteggono, investitori che le hanno vendute per incassare premio, o gambe di spread più complessi. Da qui nascono quasi tutti i limiti del GEX.

Dal gamma di un’opzione al gamma di un mercato

Il delta misura di quanto varia il prezzo di un’opzione per un punto di movimento del sottostante. Il gamma misura di quanto varia il delta. È massimo sulle opzioni at the money, con strike vicino al prezzo, e su queste cresce man mano che la scadenza si avvicina.

I market maker, o dealer, guadagnano sulla differenza fra denaro e lettera e di norma non vogliono scommettere sulla direzione. Coprono il delta delle opzioni che hanno in portafoglio comprando o vendendo il sottostante, spesso il future. Il gamma li obbliga a ritoccare la copertura a ogni movimento, e il verso dipende da come sono posizionati.

Posizione netta dei dealerSe il prezzo saleSe il prezzo scendeEffetto atteso
Gamma positivo (opzioni comprate)Vendono sottostanteComprano sottostanteMovimenti smorzati
Gamma negativo (opzioni vendute)Comprano sottostanteVendono sottostanteMovimenti amplificati

Il GEX somma questo effetto su tutti gli strike e lo traduce in denaro: quanti dollari di sottostante andrebbero scambiati per un movimento dell’1%. Misura una pressione. Non una direzione.

Il calcolo su quattro strike inventati

L’esempio è costruito a mano. Un indice quota 5.000 punti, le opzioni hanno un moltiplicatore di 100 dollari per punto e si considera una sola scadenza. Per il segno si usa la convenzione più comune nei calcoli pubblici del GEX: i dealer sono lunghi le call, perché molti investitori le vendono (per esempio con le covered call), e corti le put, perché molti investitori le comprano per proteggersi. Le call entrano con il più, le put con il meno.

Si parte dalla call 5.200. Un gamma di 0,0012 significa che il delta cambia di 0,0012 per ogni punto; l’1% di 5.000 sono 50 punti, e il delta si sposta di 0,06. Su un contratto da 100 volte l’indice fanno 6 «indici» di esposizione in più, cioè 6 × 5.000 = 30.000 dollari. Moltiplicati per 25.000 contratti aperti danno 750 milioni di dollari per ogni punto percentuale. In formula: gamma × open interest × moltiplicatore × prezzo² × 0,01.

Strike e tipoOpen interestGamma per puntoEsposizione per contratto (1%)GEX per 1%
Call 5.20025.0000,001230.000 $+750 mln $
Call 5.00015.0000,001845.000 $+675 mln $
Put 5.00020.0000,001845.000 $−900 mln $
Put 4.80040.0000,001025.000 $−1.000 mln $
Totale−475 mln $

Il totale è negativo. Secondo il modello, per ogni 1% di rialzo i dealer dovrebbero comprare circa 475 milioni di dollari di sottostante, e per ogni 1% di ribasso venderne altrettanti: il mercato, in questa lettura, tende a muoversi di più. Il peso maggiore lo portano le put 4.800, lontane dal prezzo ma con il doppio dei contratti aperti rispetto alle put 5.000. E siccome il gamma di ogni strike cambia con il prezzo, il totale va ricalcolato a ogni livello.

Basta cambiare un’ipotesi e il segno si ribalta

La convenzione sui dealer è comoda, ma resta un’ipotesi. Stesse opzioni, stesso gamma, due ipotesi diverse:

IpotesiCall 5.200Put 4.800GEX totale per 1%Lettura del modello
Convenzione standard+750−1.000−475 mln $Coperture che amplificano
Call 5.200 comprate da speculatori−750−1.000−1.975 mln $Amplificazione più forte
Put 4.800 vendute da chi incassa premio+750+1.000+1.525 mln $Coperture che smorzano

Nel terzo caso basta che le put più lontane siano state vendute da investitori, invece che comprate, e il mercato passa da «instabile» a «frenato». Vendere put fuori dal denaro è una strategia diffusa, e nei dati pubblici non si distingue da chi le compra. Alcuni fornitori di dati cercano di stimare il lato dei dealer dai singoli scambi, classificando ogni transazione come acquisto o vendita a seconda che sia avvenuta vicino alla lettera o al denaro. Anche questa è una stima, con i suoi errori.

Zero gamma, call wall e put wall: i livelli del GEX

Dal GEX si ricavano alcuni livelli che circolano molto nei commenti di mercato:

  • Zero gamma (o gamma flip): il prezzo al quale il GEX totale cambierebbe segno. Si trova ricalcolando il gamma di tutte le opzioni a prezzi ipotetici sopra e sotto quello attuale. Sopra, nella lettura standard, il regime sarebbe «frenato»; sotto, «instabile».
  • Call wall: lo strike con il GEX positivo più alto, spesso letto come resistenza.
  • Put wall: lo strike con il GEX negativo più ampio, letto come supporto oppure come zona sotto la quale i ribassi accelerano.

Nell’esempio la call wall sarebbe il 5.200 e la put wall il 4.800. Sono livelli di un indice inventato e servono solo a mostrare il ragionamento. Su un mercato vero cambiano da un giorno all’altro, si spostano dopo ogni scadenza importante e dipendono dalle scelte del modello. Un prezzo che «rimbalza sulla put wall» qualche volta lo fa. Altre volte la attraversa senza fermarsi.

Vicino alla scadenza si parla anche di pinning: con molto gamma positivo su uno strike, le coperture possono tenere il prezzo attorno a quel livello fino alla chiusura. È una tendenza discussa, non una regola. Dopo una scadenza con molto open interest una parte del gamma sparisce in un colpo solo, e il regime delle coperture può cambiare dalla seduta successiva.

Cosa il GEX non vede

  1. Il ritardo del dato. Le opzioni con scadenza in giornata (0DTE) aprono e chiudono nella stessa seduta: pesano sulle coperture ma possono non comparire mai nell’open interest di fine giornata.
  2. Il lato delle posizioni. Come si è visto, l’ipotesi sui dealer decide il segno.
  3. Le strutture. Una call venduta dentro uno spread, o una put comprata insieme al sottostante, non genera le stesse coperture di un’opzione isolata. Le posizioni sintetiche confondono ancora di più.
  4. Gli altri flussi. Il delta cambia anche quando cambia la volatilità implicita (l’effetto chiamato vanna) e quando passa il tempo (charm): coperture che si muovono a prezzo fermo.
  5. Le unità. C’è chi esprime il GEX per punto, chi per 1%, chi somma tutte le scadenze e chi solo le prime. Numeri di fonti diverse non si confrontano.
  6. Il resto del mercato. Un dato macro, una trimestrale o un’ondata di vendite forzate muovono il prezzo più di qualunque copertura.

Le altre letture dell’open interest

DatoCosa misuraLimite principale
Open interest per strikeDove sono concentrati i contratti apertiNon dice chi è lungo e chi è corto
Rapporto put/call sull’open interestPut aperte divise per call aperteMescola protezioni, vendite di premio e spread
Variazione giornalieraPosizioni aperte o chiuse nella sedutaNon distingue acquisti da vendite
Max painLo strike a cui, a scadenza, il valore complessivo delle opzioni in the money sarebbe minimoPresuppone che il prezzo «cerchi» quel livello, un’idea poco solida
GEXCoperture stimate dei dealer per movimento del prezzoDipende da ipotesi e scelte di modello

Usarlo come contesto, e poi verificarlo

Chi integra questi dati nella propria operatività di solito li tratta come un filtro. Con un GEX stimato positivo e ampio ci si aspetta una volatilità realizzata più contenuta, e la vendita di premio o le strategie di ritorno verso la media sembrano più adatte. Con GEX negativo si riduce la dimensione, si allargano gli stop o si scelgono strutture a rischio definito. I livelli diventano riferimenti da confrontare con quelli del grafico, non ordini da piazzare.

Il passo più trascurato è la verifica. Se il GEX aggiunge qualcosa a una strategia, deve vedersi in un confronto su molti mesi: stesse regole con e senza il filtro, costi inclusi. Senza questo controllo resta un grafico che spiega benissimo il passato.

Gamma exposure (GEX) e open interest: pro e contro

ProContro
✔ Mostra dove si concentrano i contratti aperti✘ L’open interest non dice chi ha comprato e chi ha venduto
✔ Dà una lettura del possibile effetto delle coperture sulla volatilità✘ Il segno dipende da un’ipotesi sui dealer non verificabile
✔ Aiuta a scegliere fra strategie per mercati calmi o nervosi✘ Dato giornaliero, cieco sulle opzioni aperte e chiuse in giornata
✔ Si affianca a livelli di prezzo e altri indicatori✘ Fonti diverse usano formule e unità diverse
✔ Costringe a ragionare su delta, gamma e posizionamento✘ Notizie e flussi esterni possono superare qualunque livello

Dove approfondire: due corsi PlayOptions con due sguardi diversi

GEX, il Santo Graal – PlayOptions è un PDF che parte dalle basi: cosa sono le opzioni, il significato di delta e gamma, come si coprono i market maker, come leggere l’open interest e cosa comporta un gamma positivo o negativo. Passa poi all’interpretazione del GEX giorno per giorno, al suo legame con volatilità e movimenti direzionali, alle zone dove secondo l’autore il prezzo tende ad attrarsi o respingersi, con esempi su indici e azioni e l’integrazione con altri indicatori. È pensato anche per chi parte da zero. La promessa di «leggere il mercato con precisione» è dell’autore; questa guida suggerisce di tenere il GEX nel ruolo di contesto.

La Supercazzola del Open Interest – PlayOptions è l’altra metà del discorso: un video di 33 minuti molto critico verso l’uso corrente dell’open interest. Parte dall’idea che i dati resi noti riguardano posizioni nette, e che ignorarlo porta a usarli male. Tratta gli interessi di compratore e venditore di call e put, le posizioni sintetiche (call sintetica, sottostante sintetico), chi dei due opera sul mercato cash, i contratti netti a delta zero e la lettura dei Defence Point Distribution (DPD). Fa per chi vuole conoscere i limiti del dato prima di costruirci sopra.

Un’avvertenza. Il trading in opzioni e futures può far perdere capitale, e nessun indicatore ricavato dall’open interest garantisce rendimenti o anticipa con certezza la direzione del prezzo.

Le guide di questa sezione spiegano strumenti e strategie a scopo informativo. Non sono consulenza finanziaria: il trading comporta il rischio di perdere in parte o del tutto il capitale investito.

Domande frequenti

Cos’è il GEX in parole semplici?

È una stima di quanto sottostante i market maker dovrebbero comprare o vendere per restare coperti quando il prezzo si muove, calcolata dall’open interest e dal gamma delle opzioni. Se è positivo le loro coperture vanno contro il movimento e tendono a smorzarlo; se è negativo vanno nella stessa direzione e tendono ad amplificarlo.

GEX positivo vuol dire che il mercato salirà?

No. Il GEX riguarda l’ampiezza attesa dei movimenti, non la loro direzione. Un GEX positivo suggerisce, secondo il modello, un mercato più frenato; uno negativo un mercato più nervoso, in entrambe le direzioni.

Che differenza c’è tra open interest e volume?

Il volume conta tutti i contratti scambiati in una seduta, anche quelli aperti e chiusi in giornata. L’open interest conta i contratti che restano aperti a fine giornata e cambia solo quando si aprono o si chiudono posizioni. Un volume alto con open interest invariato indica soprattutto posizioni passate di mano.

Cos’è il livello zero gamma?

È il prezzo al quale il GEX totale stimato cambierebbe segno. Si calcola ricalcolando il gamma di tutte le opzioni a prezzi ipotetici sopra e sotto quello attuale. Nella lettura standard sopra quel livello le coperture smorzano i movimenti e sotto li amplificano, ma il livello si sposta ogni giorno con l’open interest.

Perché fonti diverse danno valori di GEX diversi?

Perché usano scelte diverse: unità di misura (per punto o per 1%), scadenze incluse, modello per il gamma e soprattutto ipotesi su quali opzioni i dealer abbiano comprato o venduto. Cambiando anche una sola di queste scelte il numero, e a volte il segno, cambia.

L’open interest si può usare da solo per fare trading?

È difficile, perché non dice chi è lungo e chi è corto e arriva con un giorno di ritardo. È più utile come informazione di contesto, per esempio per sapere dove si concentrano i contratti vicino alla scadenza, da affiancare a prezzo, volatilità e regole di gestione del rischio.

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