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Iron condor: il trading non direzionale spiegato passo per passo

Come si costruisce un iron condor, come si calcolano credito, break-even e perdita massima, quante operazioni bisogna vincere per andare in pari e cosa fare quando il prezzo si avvicina a uno strike venduto.

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In breve

L’iron condor vende un put spread sotto il prezzo e un call spread sopra, sulla stessa scadenza, e incassa un credito netto. Guadagna se a scadenza il prezzo resta fra i due strike venduti; la perdita massima è l’ampiezza di uno spread meno il credito. Con ali strette si rischia meno ma bisogna vincere spesso per andare in pari: nell’esempio il 62% delle volte. Eventi, gap, costi delle quattro gambe e picchi di volatilità sono i nemici principali; le manovre di difesa vanno decise prima di aprire.

Indice · 8 sezioni
  1. Le quattro opzioni dell’iron condor, una per una
  2. Un iron condor in numeri: credito, break-even e perdita massima
  3. Cosa succede prima della scadenza: le greche del condor
  4. Strike, ali e scadenza: le scelte che cambiano il profilo
  5. Dove si inceppa: eventi, gap, assegnazione e costi
  6. Quando il prezzo punta verso uno strike venduto
  7. Pro e contro dell’iron condor
  8. Dove approfondire: tre corsi sul condor nel catalogo

L’iron condor è una strategia in opzioni che vende uno spread di put sotto il prezzo attuale e uno spread di call sopra, sulla stessa scadenza, incassando un credito netto. Se a scadenza il sottostante è rimasto fra i due strike venduti il credito resta tutto a chi ha aperto la posizione; se esce dall’intervallo si perde, ma la perdita massima è nota fin dall’inizio ed è pari all’ampiezza di uno spread meno il credito. È la forma più diffusa di trading non direzionale a rischio definito: non serve indovinare dove andrà il mercato, basta che non vada troppo lontano.

Le quattro opzioni dell’iron condor, una per una

Un iron condor si monta con quattro opzioni sullo stesso sottostante e con la stessa scadenza. Due si vendono, due si comprano. Lo strike di ciascuna, cioè il prezzo di esercizio, è diverso, e tutti e quattro stanno fuori dal denaro (out of the money, OTM): se le opzioni scadessero oggi non varrebbero niente.

  1. Acquisto di una put con strike basso, lontano dal prezzo: è l’ala inferiore, la protezione.
  2. Vendita di una put con strike più vicino al prezzo: incassa il premio del lato ribassista.
  3. Vendita di una call con strike sopra il prezzo: incassa il premio del lato rialzista.
  4. Acquisto di una call con strike ancora più alto: è l’ala superiore.

Letto a coppie, il condor è la somma di due credit spread. Le due put formano un put spread venduto (bull put spread), che guadagna se il prezzo non scende sotto lo strike venduto. Le due call formano un call spread venduto (bear call spread), che guadagna se il prezzo non sale oltre il suo. Il premio, cioè il prezzo pagato per un’opzione, è più alto per quelle vendute, più vicine al prezzo, che per quelle comprate: da qui nasce il credito netto. Le opzioni vendute sono il «corpo» del condor, quelle comprate le «ali».

Senza ali resterebbe uno short strangle, con una perdita potenziale senza tetto sopra e molto ampia sotto. Con le ali la perdita si ferma: oltre lo strike comprato, ogni euro perso dall’opzione venduta viene recuperato da quella acquistata.

Perché «iron» e non condor e basta

Il condor classico usa quattro opzioni dello stesso tipo, tutte call o tutte put: si comprano i due strike esterni e si vendono i due interni. A scadenza il profilo è identico. Cambia il flusso di cassa, perché il condor di sole call o sole put in genere si apre pagando, mentre quello «iron», che mescola put e call fuori dal denaro, si apre incassando. E cambiano gli aggiustamenti: nella versione iron ogni lato si gestisce come uno spread a sé.

Un iron condor in numeri: credito, break-even e perdita massima

L’esempio è inventato e arrotondato, per rendere leggibili i conti. Un’azione quota 100 euro, mancano circa sei settimane alla scadenza e ogni contratto vale 100 azioni.

  • Acquisto put 90 a 0,60
  • Vendita put 95 a 1,60
  • Vendita call 105 a 1,30
  • Acquisto call 110 a 0,40

Il put spread rende 1,60 − 0,60 = 1,00, il call spread 1,30 − 0,40 = 0,90. Il credito totale è 1,90 euro per azione, 190 euro per contratto. È anche il guadagno massimo, e lo si ottiene se a scadenza il prezzo è fra 95 e 105.

La perdita massima si calcola su un lato solo, perché a scadenza il prezzo non può stare sotto 95 e sopra 105 nello stesso momento. Ogni spread è ampio 5 euro e il credito è 1,90: la perdita massima è 5 − 1,90 = 3,10 euro, 310 euro per contratto. I break-even si trovano spostando gli strike venduti dell’importo del credito, verso l’esterno: 95 − 1,90 = 93,10 e 105 + 1,90 = 106,90.

Prezzo a scadenzaValore put spread 95/90Valore call spread 105/110Risultato per azioneRisultato per contratto
865,000−3,10−310 €
923,000−1,10−110 €
93,101,90000
10000+1,90+190 €
106,9001,9000
10803,00−1,10−110 €
11405,00−3,10−310 €

La put 95 costa più della call 105 pur stando alla stessa distanza dal prezzo. Non è un errore: sulle azioni la protezione dai ribassi è più richiesta e la sua volatilità implicita è più alta.

Quante volte bisogna vincere per andare in pari

Rischiare 310 euro per guadagnarne 190 sembra un cattivo affare. Preso da solo lo è. Il conto però va fatto su molte operazioni: immaginando, per semplicità, che ogni condor finisca o con il guadagno pieno o con la perdita piena, il pareggio sta al 62% di operazioni vincenti. Su cento condor, 62 × 190 = 11.780 euro guadagnati e 38 × 310 = 11.780 euro persi. La formula rapida è la perdita massima divisa per l’ampiezza dello spread: 3,10 / 5.

Con opzioni prezzate in modo equo le probabilità reali stanno vicine a quella soglia, prima dei costi. Il vantaggio di chi vende condor, quando esiste, viene da altro: una volatilità implicita più alta di quella che poi il mercato realizza, uscite anticipate che evitano le code peggiori, costi bassi. Niente di tutto questo è garantito.

Cosa succede prima della scadenza: le greche del condor

La tabella a scadenza racconta la fine della storia. Nelle settimane precedenti il valore del condor dipende dalle greche, le misure di sensibilità delle opzioni a prezzo, tempo e volatilità.

  • Delta vicino a zero all’apertura. Il delta dice di quanto varia il valore dell’opzione per ogni euro di movimento del sottostante: un condor bilanciato quasi ignora i piccoli spostamenti.
  • Theta positivo: il passare dei giorni erode le opzioni vendute più delle ali, e il condor si svaluta a favore di chi l’ha venduto.
  • Vega negativo. Se sale la volatilità implicita, cioè la volatilità futura che il mercato sconta nel prezzo delle opzioni, il condor vale di più e chi l’ha venduto perde, anche con il prezzo fermo.
  • Gamma negativo: quando il prezzo si avvicina a uno strike venduto, il delta cresce contro la posizione. Vicino alla scadenza l’effetto si concentra attorno agli strike del corpo.

Tre situazioni possibili dopo circa tre settimane, con numeri ipotetici, da confrontare con il credito di 1,90.

Situazione dopo tre settimaneCosto per chiudere il condorRisultato per contratto
Prezzo fermo a 100, volatilità in calo0,70+120 €
Prezzo sceso a 97, volatilità stabile1,20+70 €
Prezzo salito a 104, volatilità in rialzo2,35−45 €

La terza riga sorprende chi ha guardato solo il grafico a scadenza. A 104 il condor è ancora nella zona di utile massimo, eppure chiuderlo costa più di quanto si è incassato: con tre settimane davanti, il superamento di 105 è una possibilità concreta e il mercato la fa pagare. Vale anche al contrario. I 190 euro pieni si vedono solo negli ultimi giorni, quando il gamma è al massimo.

Strike, ali e scadenza: le scelte che cambiano il profilo

Gli strike venduti si scelgono spesso guardando il delta, che molti usano come approssimazione della probabilità che l’opzione scada nel denaro. Valori fra 0,15 e 0,25 in valore assoluto sono un punto di partenza frequente. Più gli strike venduti si allontanano dal prezzo, più il condor vince spesso e meno incassa.

L’ampiezza delle ali decide invece quanto si rischia per ogni euro incassato. La tabella confronta tre costruzioni sullo stesso titolo a 100, con i prezzi ipotetici dell’esempio più tre opzioni aggiuntive: put 85 a 0,20, call 115 a 0,15, put e call 100 a 3,40.

StrutturaCreditoPerdita massimaBreak-evenVincite necessarie per il pareggio
Condor 90/95/105/110 (ali da 5)1,90 (190 €)3,10 (310 €)93,10 e 106,9062%
Condor 85/95/105/115 (ali da 10)2,55 (255 €)7,45 (745 €)92,45 e 107,5574,5%
Iron butterfly 95/100/100/1053,90 (390 €)1,10 (110 €)96,10 e 103,9022%, ma con utile pieno solo a 100

Le ali larghe incassano di più in assoluto e chiedono di vincere quasi tre volte su quattro per andare in pari. La farfalla, con put e call vendute entrambe a 100, sembra il contrario: 110 euro di rischio per 390 di incasso. Il 22% però inganna, perché il guadagno pieno arriva solo se il prezzo chiude esattamente a 100 e basta un euro di distanza per perderne cento di utile.

Sulla scadenza, molti aprono fra trenta e sessanta giorni prima: il decadimento è già consistente e resta spazio per reagire. Le settimanali incassano in fretta ma lasciano pochissimo margine di manovra.

Dove si inceppa: eventi, gap, assegnazione e costi

Il condor protegge dalla perdita illimitata, non dalla perdita massima. E la perdita massima arriva facilmente quando il prezzo salta invece di scorrere.

  • Eventi societari e macro. Su un’azione i conti trimestrali possono portare il prezzo oltre le ali in una sola seduta; su un indice pesano le riunioni delle banche centrali e i dati più attesi. Un condor aperto a cavallo di un evento del genere è una scommessa sull’evento, non sul tempo.
  • Assegnazione anticipata. Le opzioni di stile americano, tipiche delle azioni, possono essere esercitate prima della scadenza. Il rischio riguarda soprattutto l’opzione venduta finita nel denaro e, per le call, cresce a ridosso dello stacco di un dividendo. Molte opzioni su indici sono invece di stile europeo e regolate in contanti.
  • Pin risk. Con il prezzo che chiude attorno a uno strike venduto non si sa fino all’ultimo se l’opzione verrà esercitata. Chiudere prima dell’ultima seduta toglie il problema.
  • Costi di esecuzione. Quattro gambe significano quattro spread denaro-lettera e quattro commissioni, in entrata e in uscita. Se ogni opzione ha 0,10 di differenza fra denaro e lettera e si paga metà di quella differenza per gamba, fra apertura e chiusura se ne vanno 4 × 0,05 × 2 = 0,40 euro per azione. Nell’esempio è più di un quinto del credito.

Quando il prezzo punta verso uno strike venduto

Le regole di gestione si scrivono prima di aprire, non con la posizione in rosso. Una base diffusa: chiudere in utile dopo aver incassato circa metà del credito (riacquisto a 0,95, 95 euro di guadagno) e uscire in perdita quando il costo di riacquisto tocca un multiplo del credito deciso in anticipo. In mezzo ci sono le manovre. Riprendiamo il titolo salito a 104 dopo tre settimane: il call spread 105/110 vale 2,20, il put spread 95/90 appena 0,15.

ManovraCome si fa nell’esempioCosa si ottieneCosa costa
Chiudere il lato sotto pressioneRiacquisto del call spread 105/110 a 2,20Sparisce il rischio al rialzo; resta il put spread, che vale 0,151,30 persi su quel lato (0,90 incassati, 2,20 pagati)
Avvicinare il lato tranquilloRiacquisto del put spread 95/90 a 0,15 e vendita del put spread 100/95 a 1,00Credito complessivo 2,75, break-even superiore a 107,75, perdita massima scesa a 2,25Zona di utile più stretta: il break-even inferiore sale a 97,25
Spostare tutto su una scadenza successivaChiusura del condor a 2,35 e apertura a credito di un nuovo condor più lontano nel tempoPiù settimane perché il prezzo rientriPiù tempo di esposizione; la perdita di 45 euro è già realizzata
Uscire del tuttoRiacquisto del condor a 2,35Perdita fissata a 45 euroSi rinuncia a un eventuale ritorno del prezzo

Nessuna manovra cancella la perdita. La redistribuisce. Avvicinare il lato tranquillo abbassa il rischio massimo ma espone a un’inversione: se il titolo tornasse a 97 alla scadenza, il nuovo put spread 100/95 varrebbe 3,00 e l’intera posizione chiuderebbe a −25 euro. Spostare la scadenza compra tempo, e il tempo, in una posizione sbagliata, non sempre è un alleato.

Pro e contro dell’iron condor

ProContro
✔ Perdita massima nota prima di entrare, su entrambi i lati✘ La perdita massima di solito supera il guadagno massimo
✔ Guadagna con mercato laterale, senza dover prevedere la direzione✘ Quattro gambe: spread denaro-lettera e commissioni erodono il credito
✔ Theta positivo: ogni giorno senza scossoni lavora a favore✘ Vega negativo: un picco di volatilità fa perdere anche a prezzo fermo
✔ Impegno di margine in genere legato alla perdita massima, più contenuto della vendita scoperta✘ Esposto a gap ed eventi: la perdita massima può arrivare in una seduta
✔ Ogni lato si gestisce come uno spread separato, con manovre chiare✘ L’utile pieno matura solo a ridosso della scadenza, quando il gamma pesa di più

Dove approfondire: tre corsi sul condor nel catalogo

Trading non Direzionale con gli Iron Condor – QTLab tratta il condor come strategia per guadagnare dal passaggio del tempo con opzioni su azioni e su indici, e si concentra sulla variante iron per la sua neutralità e simmetria negli aggiustamenti. Una parte è dedicata alla scelta del sottostante: liquidità delle opzioni (volumi e open interest) e analisi del grafico, tecnica, con supporti, resistenze, trend e compressioni di volatilità, e statistica, con la distribuzione delle variazioni di prezzo e la frequenza degli spike. Adatto a chi vuole un metodo che parta dalla selezione del titolo.

Il Condor di Fibonacci – PlayOptions parte da un’idea precisa: opzioni comprate e vendute vanno aperte in momenti separati, perché il momento buono per comprare non coincide con quello per vendere. I livelli vengono da supporti e resistenze ricavati con i rapporti di Fibonacci. Nel programma ci sono il Golden Ratio, estensioni e ritracciamenti, la regola del 50% per scegliere i titoli, il condor iron, di call e di put, lo strangle comprato e venduto. Il materiale è una dispensa PDF di 27 pagine con un video di un’ora: formato breve, per chi usa già l’analisi tecnica.

Iron Shark – Unger Academy insegna una strategia propria, creata per il mercato azionario, che del condor condivide due tratti: incassa dal passaggio del tempo (è delta neutrale) e guadagna dal calo della volatilità implicita (è vega negativa). Punta su un meccanismo di protezione interno contro i «cigni neri», i crolli accompagnati da esplosioni di volatilità implicita, cioè lo scenario peggiore per chi vende condor. Parte dalle basi delle opzioni e le collega ai trading system. Per chi cerca un approccio sistematico e teme gli eventi estremi.

Un’avvertenza, prima del primo condor. Il trading in opzioni può far perdere capitale, e una perdita definita resta una perdita reale, che può ripetersi più volte di seguito. Nessuna strategia garantisce rendimenti: le regole servono a tenere ogni singola perdita dentro limiti che il conto può sopportare.

Le guide di questa sezione spiegano strumenti e strategie a scopo informativo. Non sono consulenza finanziaria: il trading comporta il rischio di perdere in parte o del tutto il capitale investito.

Domande frequenti

Che differenza c’è tra iron condor e short strangle?

Lo short strangle vende solo una call e una put fuori dal denaro, con una perdita potenziale illimitata al rialzo e molto ampia al ribasso. L’iron condor aggiunge l’acquisto di una call e di una put più lontane, le ali, che fissano la perdita massima. In cambio incassa un credito più basso.

Quanto capitale serve per aprire un iron condor?

Molti broker chiedono un margine vicino alla perdita massima della posizione, cioè ampiezza di uno spread meno credito, moltiplicata per il moltiplicatore del contratto. Nell’esempio dell’articolo sono circa 310 euro per contratto. Le regole precise variano da broker a broker e da mercato a mercato, quindi vanno verificate prima di aprire.

Quando chiudere un iron condor in guadagno?

Molti trader chiudono quando hanno incassato circa metà del credito iniziale, senza aspettare la scadenza. L’ultima parte del credito matura lentamente e lascia la posizione esposta al gamma alto delle ultime settimane. Chiudere prima libera anche il margine per una nuova operazione.

Cosa succede se a scadenza il prezzo è fra lo strike venduto e quello comprato?

La perdita è parziale: lo spread da quel lato ha un valore pari alla distanza fra il prezzo e lo strike venduto, che si confronta con il credito incassato. Nell’esempio, con il titolo a 92 il put spread vale 3,00 e il risultato è −110 euro. In questa zona c’è anche il rischio di esercizio di una sola delle due opzioni, per questo molti chiudono prima dell’ultima seduta.

Meglio un iron condor su un indice o su una singola azione?

Gli indici in genere si muovono meno bruscamente delle singole azioni, che possono saltare con i conti trimestrali o una notizia societaria. Molte opzioni su indici sono di stile europeo e regolate in contanti, quindi non c’è assegnazione anticipata. Sulle azioni conta molto la liquidità: con quattro gambe, uno spread denaro-lettera largo costa caro.

Iron condor o iron butterfly: quale scegliere?

L’iron butterfly vende put e call sullo stesso strike, vicino al prezzo, e incassa molto di più, ma rende il massimo solo se il prezzo chiude esattamente su quello strike. L’iron condor incassa meno e offre una zona di utile pieno più ampia. Il primo si usa quando ci si aspetta un mercato quasi fermo, il secondo quando si accetta un po’ di movimento.

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