TWS o ThinkOrSwim: quale piattaforma per operare in opzioni
Trader Workstation e ThinkOrSwim confrontate funzione per funzione sulle opzioni, con un calendar spread simulato in tre scenari di volatilità e i profili a cui si adattano.
In breve
TWS è più forte su esecuzione, accesso a molti mercati e rischio dell’intero portafoglio; ThinkOrSwim sull’analisi visiva delle strategie e sullo scripting. La scelta della piattaforma è anche la scelta del broker: accesso dall’Italia, costi e condizioni vanno verificati sul sito del broker. Per calendar e diagonal conta poter simulare una volatilità diversa per ogni scadenza. Per l’automazione dell’esecuzione la via più documentata è l’API di TWS. Molti usano una piattaforma per studiare e l’altra per operare, controllando che prezzi e greche coincidano.
Indice · 10 sezioni
- Due piattaforme con storie diverse
- Prima delle funzioni: conto, costi e dati
- TWS e ThinkOrSwim funzione per funzione
- Dall’idea all’ordine: una strategia su più gambe
- Simulare la volatilità: un calendar spread in tre scenari
- Il rischio dell’intero conto
- Alert, mobile e automazione
- TWS o ThinkOrSwim: quale scegliere a seconda di come operi
- TWS e ThinkOrSwim: pro e contro
- Dove approfondire: tre corsi QTLab sulle piattaforme
Per operare in opzioni, TWS (Trader Workstation di Interactive Brokers) è più forte sull’esecuzione, sull’accesso a molti mercati e sul controllo del rischio dell’intero portafoglio; ThinkOrSwim è più immediata nell’analisi grafica delle strategie, negli scenari di prezzo e volatilità e negli strumenti di scripting. Diversi trader le usano entrambe, una per studiare e l’altra per operare. Prima delle funzioni, però, viene una domanda più banale: con quale broker si può aprire il conto dall’Italia, e a quali condizioni.
Due piattaforme con storie diverse
TWS è la piattaforma desktop di Interactive Brokers, un broker con un’impronta professionale e multi-mercato: azioni, opzioni, futures, forex e obbligazioni su molte borse, dagli Stati Uniti all’Europa. Si vede dall’interfaccia. Densa, configurabile fino all’ultimo pulsante, piena di moduli che si aprono in finestre separate.
ThinkOrSwim nasce come piattaforma di un broker americano specializzato in opzioni per trader privati, passa a TD Ameritrade e oggi fa parte dell’offerta di Charles Schwab. L’impostazione è un’altra: grafici, catena delle opzioni e analisi delle strategie stanno in poche schede collegate, e il percorso dall’idea al grafico del profitto è breve. I mercati sono soprattutto quelli statunitensi.
Prima delle funzioni: conto, costi e dati
Scegliere la piattaforma vuol dire quasi sempre scegliere il broker, e qui le regole cambiano spesso. Interactive Brokers lavora anche con clienti europei. Per ThinkOrSwim, l’accesso di chi vive fuori dagli Stati Uniti dipende dalle politiche di Schwab verso i clienti internazionali, cambiate più di una volta negli ultimi anni. Nessuno dei due punti va dato per scontato: prima di investire settimane nello studio di una piattaforma conviene verificare sul sito del broker se il conto è apribile dall’Italia e con quali requisiti.
Lo stesso vale per i costi. Commissioni sulle opzioni, abbonamenti ai dati in tempo reale (su TWS si attivano borsa per borsa) ed eventuali requisiti minimi cambiano nel tempo, e vanno letti sul listino aggiornato del broker. C’è poi il lato fiscale: con un broker estero la gestione delle imposte può ricadere sul cliente. Meglio chiarirlo con un commercialista prima di aprire.
TWS e ThinkOrSwim funzione per funzione
| Funzione | TWS | ThinkOrSwim |
|---|---|---|
| Catena delle opzioni | OptionTrader e catena nella finestra ordini, con greche e volatilità implicita per strike | Scheda Trade con catena per scadenza, spread creati dal menu contestuale |
| Costruzione di strategie | Strategy Builder e ordini combinati su più gambe | Vertical, butterfly, condor, calendar e diagonal in pochi clic |
| Analisi del risultato | Grafico del profitto nello Strategy Builder, scenari su prezzo e volatilità nel Risk Navigator | Scheda Analyze: profilo di rischio a più date, fette di prezzo, modifiche della volatilità |
| Volatilità | Volatility Lab, con implicita e storica a confronto | Studi di volatilità sui grafici, implicita per scadenza nella catena |
| Rischio di portafoglio | Risk Navigator: greche aggregate, what-if, beta weighting | Beta weighting e analisi per sottostante nella scheda Analyze |
| Idee di strategia | Option Strategy Lab, che propone strutture partendo da una previsione | Scanner di opzioni personalizzabili |
| Scripting e automazione | API per collegare programmi esterni | thinkScript per indicatori, scanner e alert |
| Simulazione | Conto paper | paperMoney |
| Mercati | Molte borse, anche europee | Soprattutto Stati Uniti |
Dall’idea all’ordine: una strategia su più gambe
Una strategia in opzioni va inviata come ordine combinato: tutte le gambe insieme, con un limite sul prezzo netto. Aprire uno spread una gamba alla volta espone al rischio che il mercato si muova fra un’esecuzione e l’altra. Entrambe le piattaforme lo permettono, per strade diverse.
Su ThinkOrSwim si parte dalla catena: clic destro su uno strike, si sceglie la struttura e il ticket compare già compilato, con il prezzo medio fra denaro e lettera. Su TWS lo Strategy Builder fa un lavoro simile. Si cliccano i prezzi nella catena e la piattaforma compone la combinazione, con greche e grafico del risultato; in alternativa si parte da una strategia predefinita. TWS offre in più una scelta molto ampia di tipi d’ordine e algoritmi di esecuzione, utile a chi vuole controllare come l’ordine lavora sul mercato.
Poi c’è l’abitudine. Su ThinkOrSwim allargare un’ala o spostare una scadenza passa quasi sempre dalla stessa schermata; su TWS ci si muove più spesso fra moduli diversi. Nessuno dei due approcci è sbagliato, ma chi aggiusta molte posizioni ogni settimana sente la differenza.
Simulare la volatilità: un calendar spread in tre scenari
Il corso dedicato a ThinkOrSwim porta un esempio preciso: prendere un calendar spread e simulare un calo della volatilità implicita di tre punti sulla prima scadenza e di cinque sulla seconda. Sembra un dettaglio da manuale. I numeri dicono il contrario.
L’esempio è ipotetico e semplificato. Un ETF quota 500 dollari. Si vende la call 500 a 30 giorni a 8,60 e si compra la call 500 a 60 giorni a 12,20, entrambe con volatilità implicita al 15%: il debito è di 3,60 dollari, cioè 360 per un contratto da 100 azioni. Il vega, la variazione del prezzo dell’opzione per un punto di volatilità implicita, vale circa 0,57 per la call vicina e 0,81 per quella lontana. La stima è al primo ordine, con il prezzo fermo e senza il tempo che passa.
| Scenario di volatilità | Call venduta, 30 giorni | Call comprata, 60 giorni | Risultato per contratto | Sul debito |
|---|---|---|---|---|
| −3 punti su entrambe | +1,71 | −2,43 | −72 $ | −20% |
| −3 sulla vicina, −5 sulla lontana | +1,71 | −4,05 | −234 $ | −65% |
| −5 sulla vicina, −3 sulla lontana | +2,85 | −2,43 | +42 $ | +12% |
Con uno spostamento uniforme la perdita stimata è di 72 dollari. Con il calo concentrato sulla scadenza lontana, lo scenario del corso, supera il triplo: 234. E se a sgonfiarsi di più è la scadenza vicina, come capita quando un evento atteso è ormai passato, il calendar guadagna. Il calendar è una posizione sulla struttura a termine della volatilità, cioè sulla differenza fra le implicite delle diverse scadenze, e uno strumento che simula solo spostamenti uniformi la nasconde. Prima di scegliere conviene provare, su entrambe le piattaforme, se e come si imposta una volatilità diversa per ogni scadenza.
Il rischio dell’intero conto
Qui TWS mostra il lato più professionale. Il Risk Navigator raccoglie le posizioni di tutto il conto, somma le greche per sottostante e per portafoglio e simula movimenti di prezzo e di volatilità; si possono anche aggiungere posizioni ipotetiche per vederne l’effetto prima di inviarle. Il beta weighting riporta tutto a un indice di riferimento, così un portafoglio di opzioni su titoli diversi si legge come un’unica esposizione. Il PortfolioAnalyst guarda invece indietro: rendimenti, confronti e metriche del conto nel tempo.
ThinkOrSwim ha il beta weighting nella scheda Analyze e un’analisi del rischio molto visiva per singolo sottostante. Con poche posizioni basta e avanza. Con molti sottostanti, futures e più valute nello stesso conto, gli strumenti di TWS diventano più utili.
Alert, mobile e automazione
Chi vende opzioni e non può stare davanti allo schermo tutto il giorno vive di alert. Tutte e due le piattaforme li gestiscono, su prezzo o su condizioni tecniche, con notifiche sul telefono o via email, e hanno app per intervenire in mobilità. Il difficile è decidere cosa monitorare. Un alert sul prezzo del sottostante si imposta in pochi secondi; uno che avvisa quando il valore estrinseco di un’opzione venduta è quasi esaurito, e conviene ricomprarla, chiede più lavoro.
Su ThinkOrSwim gli alert possono basarsi su formule scritte in thinkScript, il linguaggio della piattaforma, lo stesso di indicatori e scanner. Su TWS il controllo fine passa dagli ordini condizionati e, per chi programma, dall’API, che collega alla piattaforma programmi esterni scritti per esempio in Python e può automatizzare anche l’esecuzione. Due filosofie: personalizzare l’analisi dentro la piattaforma, o costruirsi strumenti propri all’esterno.
TWS o ThinkOrSwim: quale scegliere a seconda di come operi
- Opzioni su azioni ed ETF statunitensi, analisi visiva, poche posizioni: ThinkOrSwim è comoda, se il conto è accessibile.
- Opzioni su futures e su indici europei, più mercati nello stesso conto: TWS copre più borse, con l’elenco da verificare sul sito del broker.
- Portafogli con molti sottostanti e attenzione ai margini: Risk Navigator e report di TWS.
- Calendar, diagonal e strategie sulla struttura della volatilità: provare su entrambe la simulazione per scadenza.
- Automazione dell’esecuzione: l’API di TWS è la strada più documentata fra le due.
Molti combinano. Studiano sulla piattaforma più comoda e operano su quella del broker scelto. Funziona, a patto di controllare che prezzi, volatilità e greche delle due non divergano troppo, perché modelli e fonti dei dati non sono identici.
TWS e ThinkOrSwim: pro e contro
| TWS | ThinkOrSwim |
|---|---|
| ✔ Accesso a molte borse e prodotti, anche europei | ✔ Analisi grafica delle strategie rapida e leggibile |
| ✔ Tipi d’ordine e algoritmi di esecuzione molto ampi | ✔ Spread complessi costruiti dalla catena in pochi clic |
| ✔ Risk Navigator per il rischio dell’intero portafoglio | ✔ thinkScript per studi, scanner e alert su misura |
| ✔ API per automatizzare l’esecuzione | ✔ Simulazione paperMoney per fare pratica |
| ✘ Interfaccia densa, curva di apprendimento lunga | ✘ Mercati concentrati sugli Stati Uniti |
| ✘ Funzioni sparse in moduli e finestre diverse | ✘ Accesso dall’Italia legato alle politiche del broker per i clienti esteri |
| ✘ Dati in tempo reale con abbonamenti separati per borsa | ✘ Automazione dell’esecuzione più limitata rispetto a un’API dedicata |
Dove approfondire: tre corsi QTLab sulle piattaforme
Look Inside TWS – QTLab è un corso tenuto in diretta su Zoom in 3 serate, con Luca Giusti, Davide Bergamaschi e Samuel Elabed (Mexem), sulle funzioni della Trader Workstation più interessanti per chi opera in opzioni: lo Strategy Builder e le altre modalità di inserimento degli ordini di strategie, Volatility Lab, Option Strategy Lab, Risk Navigator e PortfolioAnalyst, con le metriche da monitorare per evitare «sorprese». Ogni serata si chiudeva con le domande ai relatori. Fa per chi usa già TWS e ne sfrutta solo una parte.
Think Or Swim – QTLab insegna a usare la piattaforma concentrandosi sulle funzioni che servono davvero per analizzare le strategie in opzioni, comprese analisi che secondo gli autori si possono fare solo lì, come la simulazione di volatilità diverse per ciascuna scadenza di un calendar spread. Gli autori la considerano la migliore per l’analisi delle opzioni: un giudizio loro, da verificare sul proprio modo di lavorare. Adatto a chi vuole usare ThinkOrSwim come laboratorio di analisi.
La Gestione degli ALERT – QTLab affronta il problema di chi opera su mercati aperti quasi 24 ore su 24, come il forex o i futures sul Globex, e resta in posizione per ore o giorni: programmare la piattaforma perché avvisi in tempo reale, per esempio via email, e intervenire da smartphone o tablet. Va oltre gli alert di prezzo, fino a quelli che segnalano quando il valore estrinseco di un’opzione venduta si è esaurito ed è il momento di ricomprarla. Per chi vende opzioni e non può passare la giornata a guardare il grafico.
Resta la premessa di tutto: la piattaforma non cambia il rischio delle strategie. Il trading in opzioni può far perdere capitale, e nessuno strumento di analisi, per quanto raffinato, garantisce rendimenti.
Domande frequenti
Si può usare ThinkOrSwim dall’Italia?
Dipende dalle politiche di Charles Schwab verso i clienti che non risiedono negli Stati Uniti, cambiate più volte negli ultimi anni. Prima di contarci conviene verificare sul sito del broker se il conto è apribile dall’Italia e con quali requisiti. Senza un conto attivo l’uso della piattaforma può essere limitato.
TWS è adatta a chi inizia con le opzioni?
L’interfaccia è densa e all’inizio disorienta. Si può partire dal conto paper usando poche finestre, come la catena delle opzioni e lo Strategy Builder, e aggiungere moduli come Risk Navigator quando servono. La curva di apprendimento è più lunga, ma le funzioni coprono anche esigenze avanzate.
Si può analizzare su ThinkOrSwim e operare su TWS?
Sì, se si ha accesso a entrambe, ed è una combinazione diffusa. Gli ordini vanno però reinseriti a mano sulla piattaforma del broker, e prezzi, volatilità implicite e greche possono differire un poco perché modelli e dati non sono identici. Conviene controllare il prezzo netto della strategia prima di inviare.
Quale delle due costa meno?
Dipende dal listino del broker, dal volume di operazioni e dagli abbonamenti ai dati di mercato, tutti elementi che cambiano nel tempo. Il confronto va fatto sul sito di ciascun broker con il proprio profilo di operatività. Conviene includere anche i costi dei dati in tempo reale e le implicazioni fiscali di un conto presso un broker estero.
Quale piattaforma è migliore per il trading automatico?
Per automatizzare l’esecuzione la strada più documentata è l’API di Interactive Brokers, che collega a TWS programmi scritti per esempio in Python. ThinkOrSwim offre thinkScript, ottimo per indicatori, scanner e alert, e ordini condizionati, ma non è pensato come motore di esecuzione automatica.
Esiste una versione di prova per esercitarsi?
Entrambe hanno una modalità simulata: il conto paper su TWS e paperMoney su ThinkOrSwim. Servono per imparare l’inserimento degli ordini e l’analisi delle strategie senza rischiare capitale. Le condizioni di accesso alla simulazione vanno verificate sul sito del broker.
Newsletter
Le nuove guide, per email
Ti scriviamo quando esce una guida nuova o entrano in catalogo corsi che vale la pena segnalare. Ogni email ha il link per cancellarti.
Controlla la posta: ti abbiamo mandato il link per confermare l'iscrizione.